Radicchio rosso di Asigliano (Vicenza)


 
Le colture tipiche della Bassa sono i cereali, le barbabietole e il tabacco, cui si affiancano la patata e il radicchio in un ciclo continuo dalla primavera all’inverno. La prima Ŕ nota con la denominazione commerciale di «patata dorata delle terre rosse del GuÓ», che si riferisce al colore brillante della buccia dei tuberi e alle argille di queste campagne che ne sono il motivo. Il secondo, seminato subito dopo la raccolta della prima, riguarda una produzione che si colloca nell’ambito del radicchio rosso di Verona, varietÓ a cespo globoso e sodo, con foglie venate di bianco, croccanti e sapide. La superficie specializzata, stimata in 400 ettari, con rese medie di 100 quintali per ettaro, interessa Asigliano, ma anche i centri limitrofi di Poiana, Orgiano e Sossano. Un lavoro di selezione locale che dura da una trentina d’anni ha portato alla disponibilitÓ di varietÓ di radicchio rosso a maturazione precoce, media e medio tardiva; la raccolta ha inizio nel mese di ottobre e si protrae fino a dicembre inoltrato; in particolare il radicchio raccolto nel mese di novembre Ŕ quello meglio conservabile e quindi reperibile sui mercati ortofrutticoli fino a tutto marzo. La coltura, che avviene con l’ausilio dell'Istituto di Genetica e Sperimentazione Agraria «Strampelli» di Lonigo, segue i dettami della cosiddetta difesa integrata. Con questo termine si intende quel complesso di interventi che permettono di ridurre al minimo l'impiego di sostanze chimiche di sintesi: da una pi¨ razionale lavorazione del terreno per tenere sotto controllo le infestanti con uso di diserbanti in microdosi, agli interventi antiparassitari secondo le necessitÓ evidenziate dai sopralluoghi settimanali nelle aziende e divulgate attraverso appositi bollettini fitopatologici. Ad Asigliano la seconda domenica di dicembre si tiene la Festa del radicchio, organizzata dal Comune, dalla Pro Loco e dalla Coldiretti. La manifestazione ha un risvolto tecnico nel convegno e nella mostra-concorso che vedono la partecipazione di un centinaio di produttori, ma per la gente Ŕ soprattutto occasione per assaggiare il radicchio nei suoi molteplici utilizzi: fresco in insalata, ma anche in risotto o nelle pi¨ recenti proposte che lo vogliono protagonista del ripieno di crespelle e paste lavorate, o come base per salse. ╚ quanto si evince dai men¨ dei ristoranti del gruppo «Le Buone Tavole dei Berici» che ogni anno, a fine novembre, organizzano serate a tema per onorare con creativitÓ l’ortaggio che per la fiammata di colore che porta sulle tavole Ŕ stato definito ‘fiore d'inverno’. Volendo citare un men¨ di anni recenti: torta salata di radicchio su fonduta di Asiago, risotto al radicchio brasato con scalogno e salsiccia e bocconcini di vitello con salsa al radicchio. * La Foto Ŕ una gentile concessione del Consorzio VicenzaŔ
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